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Approvata la Direttiva CSRD. L’importanza di RiVending nella rendicontazione di sostenibilità

Il 10 settembre, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il Decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2022/2464, la cosiddetta “Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive)” riguardante i criteri di rendicontazione di sostenibilità.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2024/09/10/212/sg/pdf

Il Decreto ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza verso gli stakeholders, attraverso l’obbligo di fornire informazioni sull’impatto dell’impresa. Dal 2025 la Direttiva si applicherà anche alle imprese non quotate di medie dimensione e ai loro fornitori, tipicamente le PMI.

il tema del riciclo della plastica è oggi tra i più importanti e quello su cui si focalizza maggiormente l’attenzione degli stakeholders. Inserire i cestini RiVending all’interno dell’area break della propria azienda, consente un risparmio quantificabile di CO2 e l’inserimento di questo fondamentale dato nel proprio Report di sostenibilità.

Per informazioni su come inserire il progetto Rivending nel proprio Bilancio Sociale visitate l’apposita area sul sito rivending.eu

I nuovi obblighi di rendicontazione di sostenibilità verranno applicati secondo il calendario che segue:

Dal 2025 (esercizio 2024)
Saranno obbligate le imprese già tenute in precedenza a pubblicare la DNF-Dichiarazione Non Finanziaria: grandi imprese e imprese madri di grandi gruppi, che abbiano > 500 dipendenti e siano enti di interesse pubblico.

Dal 2026 (esercizio 2025)
Saranno obbligate le grandi imprese e società madri di grandi gruppi non quotate che rientrino in almeno due dei seguenti parametri:
• 250 dipendenti,
• 50 mln € fatturato,
• 25 mln € stato patrimoniale.

Dal 2027 (esercizio 2026)
Saranno obbligate le Piccole e Medie Imprese (PMI) quotate, istituti di credito piccoli e non complessi, imprese di assicurazione e riassicurazione captive, che nel primo esercizio dopo la chiusura del bilancio o successivamente per due esercizi consecutivi, rientrino in almeno due dei seguenti parametri:
• numero medio dipendenti nell’esercizio non inferiore a 11 e non superiore a 250;
• stato patrimoniale > 450mila € e < 25 mln €; • ricavi netti da vendite o prestazioni > 900mila €.

Dal 2029 (esercizio 2028)
Saranno obbligate le filiali e succursali di società madri situate fuori dalla UE che, negli ultimi due esercizi consecutivi e per ciascuno di essi, hanno registrato ricavi netti da vendite o prestazioni > 150mln € nel territorio UE a livello di gruppo o, se non applicabile, a livello individuale.