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Plastiche riciclate, il vending può alimentare la filiera circolare

L’industria italiana continua a utilizzare volumi importanti di plastiche riciclate e conferma il ruolo ormai strutturale di questi materiali nei processi produttivi. È uno dei dati emersi dall’Assemblea IPPR 2026, durante la quale sono stati presentati i risultati dello studio “Materie plastiche da riciclo impiegate in Italia, dati 2025”, realizzato da Plastic Consult per l’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo.

Secondo l’indagine, nel 2025 l’industria italiana di trasformazione ha impiegato circa 1,32 milioni di tonnellate di plastiche riciclate. La componente post consumo rappresenta circa il 75% dei volumi complessivi impiegati, mentre l’imballaggio si conferma il principale mercato di sbocco, arrivando al 40% dei consumi complessivi e risultando il comparto più dinamico nell’anno.

Sono numeri che raccontano una fase importante per l’economia circolare delle plastiche. Il riciclo non è più una nicchia, ma una componente stabile delle forniture industriali. Allo stesso tempo, il settore deve confrontarsi con uno scenario complesso, segnato dalla debolezza della domanda, dalla competitività della materia prima vergine e dalla pressione delle importazioni da Paesi extra UE. In questo contesto diventano sempre più importanti filiere organizzate, materiali riconoscibili e sistemi in grado di collegare la raccolta al reale utilizzo industriale del riciclato.

È proprio su questo terreno che il progetto RiVending può offrire un contributo concreto. L’iniziativa promossa da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST nasce per creare, all’interno del canale della distribuzione automatica, una raccolta dedicata di bicchieri in PS e bottiglie in PET. Un modello pensato per valorizzare flussi specifici, intercettati in luoghi definiti e inseriti in un percorso coerente con le esigenze della filiera del riciclo.

Il vending rappresenta infatti un canale particolare: ogni giorno genera consumi diffusi ma fortemente riconoscibili, legati a imballaggi e contenitori ricorrenti, utilizzati in contesti come aziende, uffici, scuole, università e luoghi pubblici. Organizzare correttamente questi flussi significa trasformare un gesto quotidiano in una risorsa per l’industria, contribuendo alla disponibilità di materiali riciclati e al rafforzamento di una filiera circolare più efficiente.

La prospettiva emersa dall’Assemblea IPPR conferma che il futuro del riciclo delle plastiche passa sempre più dalla capacità di costruire filiere affidabili, capaci di generare materiali effettivamente utilizzabili dall’industria. In questo scenario RiVending rappresenta una risposta concreta del settore vending: un progetto che mette in relazione consumo, raccolta, riciclo e nuova produzione, contribuendo a rendere l’economia circolare un modello operativo e non solo un principio ambientale.