Il Governo francese ha deciso di posticipare al 1° gennaio 2030 l’entrata in vigore del divieto dei bicchieri monouso in plastica, inizialmente previsto per il 2026. La scelta è motivata dalla constatazione che, allo stato attuale, non sono disponibili alternative considerate pienamente adeguate sul piano tecnico, ambientale e industriale per sostituire questi prodotti in modo efficace.
Il rinvio concede alle imprese un periodo più ampio per la gestione delle scorte, ma soprattutto mette in evidenza le difficoltà di una transizione basata esclusivamente sul cambio di materiale. Le soluzioni oggi disponibili, in larga parte orientate all’abbandono della plastica, continuano a presentare criticità che spaziano dall’impatto ambientale complessivo alla compatibilità con i sistemi di raccolta e riciclo esistenti.
La decisione francese riapre così il confronto a livello europeo sull’efficacia delle politiche ambientali applicate ai prodotti monouso e sul ruolo delle filiere industriali nel garantire risultati concreti in termini di economia circolare. In questo quadro, il tema non riguarda solo il materiale utilizzato, ma anche l’organizzazione dei sistemi di raccolta, la qualità dei flussi intercettati e la capacità di valorizzare il materiale a fine vita.
È in questo contesto che si colloca l’esperienza di RiVending, progetto promosso da Confida, Corepla e Unionplast, che in Italia, nel settore della distribuzione automatica, ha sviluppato un modello di raccolta e riciclo dedicato per bicchieri in PS e bottiglie in PET. Un approccio che dimostra come, accanto al dibattito normativo sui divieti, possano esistere modelli industriali già operativi basati su filiere controllate e su una logica di ciclo chiuso cup2cup, capaci di contribuire in modo concreto agli obiettivi di economia circolare.