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Materie prime seconde, il modello RiVending guarda al Circular Economy Act

L’Europa si prepara a compiere un nuovo passo verso la costruzione di un’economia realmente circolare. La Commissione europea sta infatti lavorando al futuro Circular Economy Act, il provvedimento atteso nel 2026 con l’obiettivo di creare un mercato unico delle materie prime seconde, aumentarne la disponibilità e stimolare la domanda di materiali riciclati di elevata qualità. Una prospettiva che riguarda da vicino anche il settore degli imballaggi in plastica e che assegna un ruolo sempre più importante alla qualità dei sistemi di raccolta.

A indicare alcune delle condizioni necessarie per raggiungere questo obiettivo è il White Paper pubblicato dalla Ellen MacArthur Foundation e dedicato proprio al futuro Circular Economy Act. Un White Paper non è una norma né un testo ufficiale della Commissione europea, ma un documento strategico di analisi e proposta che punta a orientare il dibattito e le future scelte dei decisori pubblici. Il documento individua tre grandi leve: regole comuni per le soluzioni circolari nel mercato europeo, crescita della domanda e condizioni economiche capaci di rendere più competitivo l’utilizzo dei materiali riciclati.

Il principio di fondo è chiaro: per costruire un vero mercato delle materie prime seconde non basta dichiarare riciclabile un prodotto. Occorre poter contare su materiali raccolti in quantità adeguate, flussi omogenei e riconoscibili, qualità costante e filiere industriali capaci di riportare le risorse recuperate all’interno dei processi produttivi. La plastica e il packaging rappresentano uno dei principali banchi di prova, perché la competitività del riciclato dipende direttamente dall’efficienza della raccolta, della selezione e del successivo trattamento.

È precisamente in questa direzione che si colloca RiVending. Il progetto organizza una raccolta dedicata direttamente nei luoghi di consumo, separando i bicchieri in polistirene e le bottiglie in PET dagli altri rifiuti. In questo modo si riducono le contaminazioni e si creano flussi specifici, omogenei e maggiormente valorizzabili nelle successive fasi di selezione e riciclo.

RiVending rappresenta quindi già oggi una concreta applicazione del modello indicato dal White Paper: una filiera che parte dalla corretta separazione del materiale, ne tutela la qualità e crea le condizioni perché il rifiuto possa diventare una nuova risorsa industriale. In attesa che il Circular Economy Act definisca il nuovo quadro europeo, il progetto mostra come la costruzione del mercato delle materie prime seconde possa cominciare da sistemi di raccolta dedicati, organizzati e capaci di collegare il luogo di consumo alla filiera del riciclo.